Mercoledì, 20 Febbraio 2013

I linked open data per i beni culturali: l'International Open Data Day Italia

RUBRICA di Silvia Mazzini
Sezione Primo piano

Il 23 febbraio si festeggerà in tutto il mondo l’International Open Data Day, una giornata per condividere insieme lo stato dei dati aperti, le applicazioni prodotte e per fare incontrare le diverse comunità di sviluppatori o di semplici appassionati. Sarà una giornata dai tanti volti diversi: in alcune città si svolgeranno hackathon, in altre convegni, workshops, presentazioni, “liberazioni” di dataset  per celebrare in tanti modi diversi la cultura dei dati aperti. Questo evento che si rinnova per il terzo anno, vede per la prima volta coinvolta (finalmente!) anche l’Italia che si appresta a manifestare con un evento “hub” a Roma che farà da raccordo tra le tante altre iniziative sparse sul territorio.

Nonostante in questi ultimi due anni siano proliferati i siti “open” di regioni, provincie e comuni, ancora scarseggiano le applicazioni realmente utili al cittadino, così come scarseggia la domanda del cittadino di nuovi dataset. E’ come se mancasse la scintilla per avviare quel meccanismo di buone pratiche e buone politiche in grado di autoalimentarsi generando un circolo virtuoso di “produzione-uso” di open data.

Per questo il 23 febbraio rappresenta una data importante per la democrazia digitale e va considerata come il punto di partenza di un cammino difficile, lungo, ma destinato a far crescere l’autonomia, la democrazia e lo sviluppo economico del paese. La proposta nasce, come sempre, dal basso e in modo autonomo: osservando il sito dell’evento “hub” ci si rende immediatamente conto di come l’Italia intera da Nord a Sud si stia mobilitando su questo tema; sono previste iniziative a Bari, Pisa, Trapani, Vigevano, Cagliari, Bologna, Venezia, Palermo, Grosseto e nelle Marche. Nell’evento romano una sezione significativa sarà dedicata agli Open Data per i Beni Culturali, in cui si approfondiranno i maggiori progetti in corso: Rossella Caffo, direttore dell’Istituto Centrale per il Catalogo Unico, introdurrà i Linked Data per il patrimonio bibliografico; l’Archivio centrale dello stato con un intervento di Chiara Veninata consegnerà “virtualmente” il dataset in Linked Open Data del Casellario Politico Centrale con oltre 150000 record relativi a persone schedate dalla direzione generale di Pubblica sicurezza in quanto oppositori politici; Edoardo Ceccuti, direttore dell’archivio storico dell’Istituto Luce, presenterà il lavoro di trasformazione in formato SKOS (e quindi Linked Data) del thesaurus della banca dati dell’archivio storico con 70000 voci relativi a temi, luoghi e persone descritte nei cinegiornali del luce; Giovanni Bruno parlerà del progetto dati.camera, il portale dei dati aperti e collegati della Camera dei deputati e del progetto ReLoad (progetto Linked Open Data per i dati archivistici); Gabriele Gattiglia dell’Università di Pisa presenterà il progetto Mappa per i beni archeologici.

Scorrendo l’Agenda degli interventi è piacevolmente impressionante vedere quanto spazio sia dedicato per gli Open Data dei Beni Culturali con progetti interessanti e all’avanguardia. Questo lascia ben sperare per un futuro dove non solo ci sia più cultura degli Open Data ma anche più Open Data della cultura!

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