Giovedì, 27 Novembre 2014

Fortificazioni, memoria, paesaggio

Silvia Garbini
Sezione Attività

Convegno scientifico in occasione dei cinquant'anni di attività

dell’Istituto Italiano dei Castelli – onlus - 1964-2014

In calce il programma definitivo dell'iniziativa, scaricabile in pdf.

In occasione delle celebrazioni per i 50 anni di attività, l’Istituto Italiano dei Castelli – onlus - organizza, dal 27 al 29 novembre, un Convegno Scientifico in collaborazione con “Alma Mater Studiorum” - Università di Bologna.

La prestigiosa sede del Dipartimento di Storia Culture Civiltà a San Giovanni in Monte sarà, per tre intense giornate, la sede ideale per raccontare le strutture fortificate della Nazione nelle loro molteplici sfaccettature. Esperti di fama internazionale, docenti universitari, ingegneri, architetti, storici dell’arte, giornalisti ed archeologi articoleranno le loro relazioni nelle prime due giornate di lavori; nel terzo giorno si svolgeranno le celebrazioni per i cinquant’anni dell’Istituto e una tavola rotonda conclusiva del convegno.

Verrà allestita una mostra con le tesi di laurea che hanno partecipato al Premio Nazionale organizzato dall’Istituto, quest’anno giunto alla sua XVII edizione; la sera del sabato avverrà la cerimonia di premiazione degli elaborati vincitori.

I temi del convegno sono stati scelti dal Presidente Fabio Pignatelli della Leonessa, dal direttivo e dal comitato scientifico dell’Istituto, per il loro interesse scientifico ed anche per la necessità contingente nella Regione Emilia Romagna di promuovere un dibattito culturale e professionale sulle premesse teoriche e sulle modalità pratiche da seguire negli interventi di restauro dei castelli colpiti dal terremoto.

Nel corso del convegno, verrà distribuita la raccolta degli abstract degli interventi mentre gli atti verranno divulgati nel 2015.

La partecipazione al convegno come uditori sarà gratuita e aperta a tutti.

Verrà richiesto agli Ordini professionali degli Architetti e Ingegneri il riconoscimento di crediti formativi per l’aggiornamento e lo sviluppo professionale continuo per i tecnici che parteciperanno al convegno. Analogamente, verrà chiesto agli atenei locali il riconoscimento di crediti formativi didattici per gli studenti universitari che parteciperanno al convegno.

“ I cinquant’anni di attività dell’Istituto Italiano dei Castelli – ha puntualizzato il Presidente Pignatelli -, suggeriscono una riflessione sul ruolo dell’associazione nella società e una valutazione dell’attuale condizione delle architetture fortificate rispetto agli anni Sessanta, quando lo studio, la conservazione e la valorizzazione dei castelli erano ancora per lo più un auspicio formulato da parte di un’élite culturale. Questa riflessione non può che ripartire dai principi e dalle istanze che portarono alla fondazione dell’Istituto e in tal senso sembra utile riprendere i primi scritti del suo fondatore, ai tempi Soprintendente del Veneto occidentale, Piero Gazzola pubblicati sulla rivista «Castellum» nei quali sottolineava la necessità di accentuare l’attenzione sulla conoscenza del patrimonio storico costituito dai castelli”. Da questi testi emergono i temi, ancora oggetto di dibattito e riflessione, che verranno approfonditi nel corso del convegno: le fortificazioni nel paesaggio nel corso della storia, la memoria dei castelli attraverso il racconto di fatti e persone di eccezionale interesse, la conoscenza come premessa indispensabile ad ogni azione di tutela e conservazione.

LA STORIA DELL’ISTITUTO

Era il 1964 quando Piero Gazzola, allora Soprintendente del Veneto occidentale, sostenuto da Elisabetta Seissinger Savelli, si convinse della necessità di mettere in luce il patrimonio castellano italiano poco conosciuto e la cui importanza, nell’ambito delle problematiche relative alla salvaguardia ed alla valorizzazione dei beni culturali, era del tutto sottovalutata.

La costituzione, dopo la fondazione dell’Istituto, della doppia struttura – consiglio direttivo e consiglio scientifico è la peculiarità che ha contraddistinto l’Istituto dalle altre associazioni, profilando quella doppia anima – culturale e scientifica-, che lo caratterizza. Negli anni successivi fondamentale fu l’apporto, oltre che del suo fondatore, che presiedette l’Istituto per nove anni, di figure come quelle di Antonio Cassi Ramelli, Vittorio Faglia, Carlo Perogalli, Pietro Marchesi, Mario Federico Roggero, Angelo Calvani. Sotto il profilo culturale di notevole importanza è stata l’organizzazione di una serie notevole di viaggi di studio promossi sia a livello nazionale che delle singole sezioni, che hanno contribuito in modo determinante a stimolare un crescente interesse verso la conoscenza del nostro patrimonio fortificato, in osservanza ad uno dei campi d’azione dell’Istituto, ovvero quello relativo alla sensibilizzazione delle amministrazioni pubbliche oltre che di fasce sociali sempre più estese verso le tematiche castellane. Parallelamente il patrimonio scientifico dell’Istituto è cresciuto considerevolmente, con la collana di monografie Castella che si è arricchita progressivamente di nuove pubblicazioni, la rivista Castellum – diretta per lunghissimo tempo da Mario Roggero, che ha conferito incommensurabile prestigio all’Istituto. Il trascorrere ulteriore degli anni veniva segnato da alcune importanti passaggi: l’acquisizione della personalità giuridica nel 1991 e, nel 2001, il passaggio ad ONLUS che ha aperto maggiori possibilità operative. Si avviava anche il grande progetto del censimento delle architetture fortificate che successivamente si sarebbe evoluto in atlante castellano d’Italia aprendo nuovi e straordinari indirizzi operativi sui quali tutt’oggi l’Istituto si sta muovendo.

Tra le numerose iniziative intraprese in tempi più recenti ne vanno annoverate particolarmente due: le Giornate Nazionali dei Castelli, giunte quest’anno alla sedicesima edizione e il Premio di Laurea sull’architettura fortificata che ne conta altrettante. Le Giornate Nazionali sono state una importante opportunità per sensibilizzare l’opinione pubblica sui temi a noi cari. Esse rappresentano uno strumento con grandissime potenzialità, per la crescita dell’Associazione. Lo stesso dicasi per il Premio di Laurea sull’architettura fortificata, per il quale può tracciarsi un bilancio ampiamente positivo e che è auspicabile possa raggiungere sempre maggiore visibilità. L’attenzione delle amministrazioni, dei media e del turismo culturale verso il patrimonio di architettura fortificata nazionale era già considerevole nel 2004, ed è ulteriormente accresciuta in questo ultimo decennio. Pur tuttavia non è ancora stata definitivamente riconosciuta l’assoluta centralità e specificità dell’architettura castellana nell’ambito delle nuove politiche di gestione e valorizzazione dei beni culturali che si sono andate affermando in questi ultimi anni, compreso il cambiamento di rapporto tra pubblico e privato - con i nuovi ruoli e funzioni che ciascuno di essi è andato assumendo. Lo stesso proliferare delle iniziative di promozione culturale e turistica dei castelli – a volta poco rispettose della loro dignità storica ed architettonica, evidenzia come l’esigenza di una corretta conoscenza di questa particolare componente del patrimonio culturale nazionale non possa a tutt’oggi essere sottovalutata, e quindi il ruolo che l’Istituto può e deve ricoprire. I nuovi strumenti di comunicazione che si sono andati affermando negli ultimi anni, aprono immense possibilità, grazie al rinnovamento che l’Istituto dovrà darsi e all’ingresso di nuove e giovani forze portatrici di idee innovative.

Contatti

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